La ricerca osteopatica al Meyer di Firenze con la Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica

La ricerca osteopatica al Meyer di Firenze con la Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica

La ricerca osteopatica al Meyer di Firenze con la Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica

 

Da anni la Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica – SIOP  lavora al fianco di medici di fama internazionale non solo per il sostegno ai giovani pazienti, ma anche per poter collaborare nella ricerca scientifica, imprescindibile per la crescita della nostra professione. E lo fa da una posizione privilegiata: il Meyer è un ospedale pediatrico di alta specializzazione e centro di riferimento nazionale per l’elevata complessità pediatrica, con i suoi 250 posti letto multi-specialistici, è dotato di tutte le specialità mediche e chirurgiche di area pediatrica.

I centri di eccellenza dell’azienda ospedaliero universitaria Meyer, sviluppano competenze capaci di offrire risposte assistenziali al piccolo paziente con riferimento a patologie e percorsi clinici a elevata complessità assistenziale, in ordine ai quali l’ospedale ha costituito e consolidato standard di eccellenza. Il dipartimento neuro-sensoriale dal 2009 ha introdotto nel proprio team la figura dell’Osteopata. L’osteopatia, attraverso il tocco o Manipolazione Osteopatica (TMO), accompagna la presa in carico e cura dei piccoli pazienti ricoverati. Negli ultimi anni, la ‘care pediatrica’ rappresenta uno degli aspetti basilari della gestione del bambino, dalla prematurità alla fase adulta; crescente attenzione è stata rivolta all’osservazione e studio del dolore pediatrico, in quanto studi anatomofisiologici e comportamentali, dimostrano che fin dalla 23a settimana di gestazione il sistema nervoso centrale è anatomicamente e funzionalmente competente per la nocicezione.

Inoltre, a parità di stimolo doloroso, il neonato percepisce un dolore più intenso rispetto all’adulto. Le evidenze ci dicono, inoltre, che stimoli dolorosi non trattati adeguatamente in età pediatrica hanno effetti importanti sulla prognosi attuale e futura del piccolo paziente. In altre parole, le esperienze dolorose nelle primissime fasi della vita dell’uomo sono in grado di comportare alterazioni funzionali e morfologiche permanenti che possono condizionare l’esperienza dolorosa nel corso della vita adulta. Negli ultimi anni attenzione maggiore è stata rivolta anche all’osservazione del dolore pediatrico post operatorio, ponendo maggiore attenzione a tutte le possibili conseguenze fisiche, neurovegetative, mentali, emozionali del bambino legate ad una esperienza di intensità variabile, proporzionale all’entità del danno tessutale del dolore acuto; e degli effetti legati alla persistenza del dolore post operatorio, come ritardo di cicatrizzazione, aumento dei tempi di guarigione, innalzamento della mortalità, per lesioni ipossico ischemiche-emorragiche, soprattutto nel neonato o prematuro; e se non trattato adeguatamente, assumere le caratteristiche del dolore cronico, a seguito di una procedura chirurgica, con possibili conseguenze nelle attività di vita quotidiana, ripresa scolastica post intervento, difficoltà ad intraprendere attività sportive.

Studi dimostrano come spesso il dolore pediatrico operatorio non sia adeguatamente trattato per difficoltà a quantificare il dolore o per timore di assuefazione farmacologica. L’OMS definisce il paziente pediatrico, un paziente particolare e complesso, dove le continue modificazioni fisiche, psichiche, relazionali ed esperienziali, correlate all’accrescimento, condizionano strategie d’intervento e necessitano di strumenti del tutto peculiari. Alla luce di queste osservazioni, si comprende come a livello mondiale sia stata sentita l’esigenza di affrontare urgentemente e nel modo più attento possibile la questione dell’assistenza antalgica nel bambino. La gestione e cura del dolore, prevede proposte sia farmacologiche che terapie di supporto e relazione (che diano sostegno e forza al bambino e alla famiglia); cognitive (che influenzino i pensieri del bambino); comportamentali (che modifichino comportamenti); fisiche. In supporto a questi aspetti, ancora oggi vi è una scarsissima letteratura pubblicata, sui possibili effetti della Terapia Manipolativa Osteopatica nel dolore, soprattutto pediatrico, volto al riequilibrio delle funzioni primarie, attraverso il sostegno alla regolazione del SNA. Il progetto SIOP si basa sull’idea di effettuare uno studio osservazionale, i possibili Effetti della Terapia Manipolativa Osteopatica nel reparto di Neurochirurgia Pediatrica, attraverso tempi di degenza, carico farmacologico antalgico al bisogno, ripresa scolastica post intervento, ed andamento del dolore pre-post trattamento osteopatico.